L’esordio dell’arbitro

Un'altra storia di campo, un'altra storia dal Moscarelli di Roma, l'ex INA-Casa, campo simbolo della storia di un quartiere. Qualcuno la potrebbe chiamare storia di calcio minore, noi no. Per noi l'esordio di un arbitro, anche se ad honorem, a quasi 80 anni, è una grande storia del calcio che ci piace.
arbitro

Pensavo di averle viste proprio tutte dopo quasi settant’anni passati su un campo di calcio, quasi tutti al Moscarelli, ex INA-Casa, dove ancora presto mani e gambe al Real Tuscolano e, a livello amatoriale, arbitro tutte, ma proprio tutte, le amichevoli che l’ottimo Direttore Sportivo Giuseppe Cosentino organizza.

Storie di spogliatoio

Immaginate però la mia sorpresa quando al termine di una di queste amichevoli si è presentato nel mio spogliatoio un Dirigente della Sezione AIA di Tivoli che prima mi fa i complimenti per la direzione di gara e poi, titubante, quasi in punta di piedi, chiede “mi scusi, se posso permettermi, quanti anni ha?” Lo guardo. Lo so quello pensa, o meglio, penso di saperlo e mentre tra me e me dico eccone un altro che adesso mi dice che dovrei riposare, non espormi, non affaticarmi e compagnia cantando, gentilmente rispondo e lui “…quindi, quasi ottanta… beh, direi ottimamente portati sul campo e fuori!!”.  Questa la sua conclusione dopo avergli confessato il mio anno di nascita.

La sorpresa

Incasso in qualche modo il complimento e pensavo che la cosa, già bella di per sé stessa, fosse finita là. Invece no. Qualche settimana dopo il dirigente dell’AIA di Tivoli si presenta di nuovo al Moscarelli, mi si avvicina, saluta e dice “Vede Nello, ho raccontato di lei in Sezione. In effetto ho dovuto raccontarla un paio di volte questa storia. Credo ne sia valsa la pena, però. Ecco, questa è per lei” dice porgendomi una busta.
Guardo e non capisco.
Il fatto è che la Sezione ha voluto ringraziarla”.
Ringraziare me? E per cosa? Non ho fatto nulla”.
No, non creda, non è proprio così. Lei ha fatto e fa tantissimo. In ogni caso la Sezione mi ha autorizzato con piacere a consegnarle la divisa ufficiale degli arbitri italiani”.

arbitro Panzini

Ve lo devo dire, credetemi, proprio non me l’aspettavo.

Confuso, sorpreso, ho balbettato qualche ringraziamento, ma non so neanche io bene cosa sia riuscito a dire in quel momento. Ho preso la busta, l’ho aperta, ho visto la divisa e non sono riuscito a fare altro che a metterla nel mio borsone porta tutto con la stessa palpitazione di un bambino che mette a posto la sua prima muta ufficiale.
Emozionato, l’ho già detto, confuso, l’ho già detto, per la seconda volta pensavo che la cosa fosse finita là. Pensavo che la divisa avrei potuta appenderla, magari incorniciarla come si fa con le magliette dei divi del calcio. Pensavo che fosse un semplice e gradito omaggio perché io non sono iscritto nei ruoli degli arbitri, non ne avrei neanche più l’età. Un regalo, quindi, una divisa da conservare, certo non da indossare. E invece no.
Dimenticavo, Nello” dice lui “ovviamente tutti noi ci aspettiamo che alla prossima partita lei indossi la divisa. La può indossare benissimo perché non solo ne è degno, ma sicuramente sarà una bella pubblicità per tutta la classe arbitrale.”

L’esordio

E così la domenica successiva, tra lo stupore generale soprattutto dei ragazzi del 2012 che avevano mai visto scendere in campo al loro fianco un arbitro in divisa ufficiale con tutti, ma proprio tutti i pochi capelli bianchi-bianchi, eccomi lì, arrivo io tra la sorpresa loro e degli spettatori.  Applausi, sì. Applausi. Mi hanno applaudito e devo dire che ho arbitrato proprio bene tagliando sempre il campo per essere vicinissimo all’ azione. Mi sono anche permesso di dare qualche spiegazione sul regolamento annullando “ai miei” un gol per fuorigioco. Ho spiegato ai ragazzi, ai mister e, ahimè, ai genitori che era vera la posizione di un difensore quasi sulla linea di porta, ma il Portiere era uscito al limite dell’area e allora tra l’attaccante che aveva ricevuto il pallone e la porta c’era un solo uomo e non due come prescrive il regolamento.

Studiare mantiene giovani

La gara si è conclusa con la frase ripetuta da quasi tutti i ragazzi “Arbitro, posso ditte ‘na cosa? Te somigli un po’ a mi’ nonno, solo che Lui quasi nun gliela fa a parla’ e invece tu cori più de noi!”.
Ecco, se volevate una conferma che esordire da arbitro in tarda età possa essere una soddisfazione, ve l’ho servita su un piatto d’argento. E adesso scusate, chiudo tutto e vado a ripassare il regolamento!

Nello Panzini nasce a Roma l'8 agosto del 1947, oggi pensionato Telecom con "buona memoria", si diverte a raccontare lo sport di una volta ed il contesto storico nel quale si praticava. Tuttora tesserato con il Real Tuscolano nel quale, vista l'età, fa quello che può.

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